24 Gen

Diversa

di Cristina Colombo Bolla

Non avrei mai pensato che la mia ribellione giovanile si potesse concretizzare in una stella gialla. “Io sarò diversa” era la mia frase preferita, quella che concludeva la discussione, quando litigavo con i miei genitori e uscivo dalla stanza sbattendo la porta. Ora lo sono davvero – diversa – ma come hanno deciso loro, non come intendevo io.

Mi sentivo diversa perché a diciotto anni volevo continuare a studiare invece di accasarmi con un marito scelto dai miei genitori e crescere pargoli. Invece mi hanno detto che non potrò più andare a scuola, nè tantomeno iscrivermi all’università.
Mi sentivo diversa perchè avevo cominciato a lavorare come cameriera in un ristorante per guadagnare qualcosa per i miei studi. Invece mi hanno licenziata, perchè il ristorante ora è riservato agli ariani.

Mi sentivo diversa perchè alla sera non stavo chiusa in casa a ricamare e pregare come mia madre ma uscivo con i miei amici e andavamo a ballare.

Ora non è più possibile. Molti di loro non mi possono più frequentare ed il buio è diventato pericoloso perché questa stella gialla brilla più di quelle nel cielo e rischio di essere aggredita e insultata senza che nessuno muova un dito per difendermi.
Volevo essere diversa e ora vorrei solo urlare: “Non mi riconoscete più? Sono sempre io, sono la stessa di prima. Che cosa è cambiato? Che cosa ho fatto di male? Io sono uguale a voi”.

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